martedì, marzo 10, 2009

la maschera e il volto


Mi importava poco che l'accordo fosse imposto, sapevo bene che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto.
(Marguerite Yourcenar da Memorie di Adriano)

18 commenti:

Franca ha detto...

Ho letto quel libro poco tempo fa: è bellissimo...

Per quanto riguarda la maschera, io non la porto mai. Magari fingo solo una rudezza che in fondo non ho, ma bisogna pur difendersi...

Luciano ha detto...

La maschera, quante persone al giorno d'oggi la indossano tutti i giorni...? Ed è vero a lungo andare... diventa il loro vero volto...

Alberto ha detto...

Tutti indossiamo maschere per non essere del tutto nudi. Ma con le persone a noi vicino non può durare a lungo il gioco.

Anna ha detto...

Niente maschere per me, mai. Ma ne pago lo scotto, sempre.

stella ha detto...

Nessuna maschera,mai!!

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Sicuramente in assoluto uno dei libri più belli che abbia mai letto...ma confesso che questo passaggio non lo ricordo.
Quindi, tante dicono niente maschera, quasi ne fosssero orgogliose. Ma a me pare che nella frase la maschera acquista anche una valenza positiva, perchè è stata scelta, e con la consapevolezza di una sua possibile influenza permanente: il migliore atteggiamento per controllarne l'effetto.
Magari, chi crede di non avere maschera, è essa stessa diventata solo maschera, e la maschera non si può smascherare da sè.

Marina Salomone ha detto...

Io sono favorevole alla maschera. Non va intesacome atteggiamento ipocrita ma come adattarsi a una modalità che un interlocutore possa meglio comprendere. Mi viene naturale, ad esempio adattare il linguaggio a seconda del livello culturale del mio interlocutore. Tutti usiamo una maschera secondo il ruolo che giochiamo a lavoro, in diversi contesti con amici, con conoscenti, nei viaggi ecc ecc. L'importante è non perdere di vista il fatto che si tratta di uno strumento di comunicazione e non confonderla col proprio vero sé. Quanto all'"io" non esiste, quello si è un'illusione.

zefirina ha detto...

il libro l'avevo letto da "giovane", poi anni fa l'ho ricoperto dopo aver visto al teatro di ostia antica lo spettacolo di albertazzi, ogni tanto torno a villa adriana per risentirne gli echi, riguardo alla maschera: a me invece come potete ben vedere mascherarmi piace, essere ogni tanto un'altra, in fondo lo faccio anche nella vita di tutti i giorni sono una mamma, una casalinga, una lavoratrice e qualche volta un'amante (nel senso più vero del termine), tante facce di una stessa persona, si potrebbe quindi immaginare che indossi una maschera a seconda dei ruoli, o come dice marina a seconda degli interlocutori.
L'importante è non perdere di vista e non rinnegare la propria vera essenza, l'imortante è non perdere sè stessi

Alberto ha detto...

Uno dei più bei libri che abbia mai letto: complimenti per la citazione! ;-)

Un abbraccio letterario :-)

BC. Bruno Carioli ha detto...

L'ho letto tempo fa, penso che lo riprenderò in mano.

il monticiano ha detto...

Un'appropriata estrapolazione da "Memorie di Adriano".
Se il tuo compleanno è già passato tanti auguri lo stesso se invece deve arrivare infiniti auguri in anticipo.

S.B. ha detto...

Ma son l'unico che non l'ha letto? Devo provvedere al più presto! :-)

Andrew ha detto...

mai letto

@enio ha detto...

bella donna e simpatica maschera!

Michele ha detto...

Penso che tu abbia ragione, chi non mette quotidianamente una maschera per andare avanti?

ciao Michele pianetatempolibero

Baol ha detto...

Maschera? Quale maschera?

:D

marco ha detto...

CIAOOOOOOOOOOO
BUON COMPLEANNOOOOOOOOOOOOOO

zefirina ha detto...

grazie
grazie

la mia mamma me lo diceva sempre:
ti conosco mascherina