mercoledì, settembre 12, 2007

controcorrente

non ho aderito al Vaffa-day e in qualche commento negli altrui blog ho cercato di spiegare le perplessità e i dubbi che avevo su questa iniziativa, ed ecco che leggendo questo editoriale di Eugenio Scalfari mi sono trovata a condividerne le idee espresse, citazione nella citazione copio dal suo articolo (se non avete la pazienza di leggervelo tutto) il brano di grossman tratto dal suo discorso di apertura al festival della letteratura di Berlino:
La modernità porta con sé questo virus micidiale: la riduzione dell'individuo a massa, materiale malleabile e plasmabile, materia per mani forti e dure. La massa riporta gli adulti all'infanzia e alla sua plasmabilità. Alla sua manipolazione. Questo - in mezzo a molte virtù innovative - è il delitto della modernità, il virus dal quale bisogna guardarsi e contro il quale bisogna mobilitare tutti gli anticorpi di cui disponiamo. (Scalfari)
Ma ascoltiamo Grossman.
"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che l'uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?" "Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri". "I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità. In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni. E' questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido, tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica, avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il messaggio è lo "zapping"".
Mi perdonerete, cari lettori, la citazione forse è troppo lunga, ma questo brano del discorso di Grossman è così attuale al nostro tema che credo ne sia l'indispensabile compimento. Egli inoltre addossa una parte rilevante di quanto accade nello schiacciamento dell'individuo sulla massa ai mezzi di comunicazione, al loro funzionamento che ormai ha preso la mano a quasi tutti quelli che operano in quel settore, al "sistema" che tutti insieme hanno costituito, dove la moneta cattiva scaccia la buona e la concorrenza paradossalmente funziona più per peggiorare il prodotto che per migliorarlo.

9 commenti:

Baol ha detto...

Io non ci sono andato a firmare, però se mi fosse capitato davanti lo avrei fatto, insomma, mi trovo a metà strada. Posso concordare con il discorso di Grossman però (c'è sempre un però, altrimenti che mi ci mettevo a fare a scrivere) ogni tanto un catalizzatore di masse diciamo "positivo" è utile perchè, diciamocelo, una massa ha portato tali persone a comandare ed attraverso una massa bisogna fargli capire che hanno rotto.

Alberto ha detto...

L'Italia si è divisa e ne ha parlato.
Conta questo! ;-)

Un abbraccio comunicatore :-)

marco ha detto...

grillo a bologna ha fatto nomi e cognomi di parlamentari indagati (per molti di loro le prove sono schiaccianti!) che ricoprono anche cariche in commissioni antimafia ......
non mi sembra di aver sentito altre voci (giornalisti) levarsi in proposito ...
mi sembra anzi che il coro sia dall'altra parte , coi suddetti politici ...

zefirina ha detto...

diciamo che ha sollevto un polverone, ma poi a chi tocca spazzare????

dalianera ha detto...

Ho letto l'articolo sulla carta stampata, durante un viaggio in treno e mi sono venute, adesso che ti scrivo, in mente due cose:

la prima, è che come dice bene Scalfari la riduzione dell'individuo a massa, materiale malleabile e plasmabile, materia per mani forti e dure. La massa riporta gli adulti all'infanzia e alla sua plasmabilità. Alla sua manipolazione.

la seconda, è che bisogna necessariamente leggere quell'articolo di Grossman.

zefirina ha detto...

io l'ho letto ma ho cercato l'intero testo e non l'ho trovato o meglio potrei trovarlo nell'archivio di repubblica usando la mia password ma poi anche se metto il link gli altri non possono leggerlo ed è un po' lungo da mettere per intero sul blog.
Io però sono di parte perchè Grossman è da tempo uno dei miei scrittori preferiti

marco ha detto...

comunque se non lo fa lui il polverone non lo fa nessun altro purtroppo
sbaglierò ma mi sembra che a parte Marco Travaglio , Peter Gomez e ben pochi altri abbiamo delle cagnette da latte come giornalisti del belpaese
... pessimismo e fastidio ...
hasta

Gianfranco ha detto...

Sinceramente mi sarei meravigliato se avesse partecipato poca gente...
Gli urlatori hanno sempre avuto successo.
Nn mi sono mai piaciuti i falsi profeti che fanno leva sull'insoddisfazione un pò ignorante di certa opinione pubblica.

zefirina ha detto...

troppo rumore per nulla