martedì, luglio 31, 2007

joy



stasera tornando dal concerto di Giovanni Allevi ho alzato un attimo lo sguardo verso il cielo e ho visto una splendida luna piena, se ne stava lì non molto in alto, che guardava in giù bonaria e ho pensato che era una di quelle notti da trascorrere distesi a guardare naso all'insù la luna, io ne subisco il fascino, la cerco quasi tutte le notti, mi piace la sua luce non diretta, non forte, discreta, stasera era lì a testimoniare una splendida serata, mi sono sentita molto felice e commossa ad ascoltare questo concerto, come dice lui (Giovanni, ma si diamogli del tu come se fosse un vecchio amico in fondo siamo quasi compaesani, o perlomeno i nostri nonni lo erano di certo) la musica mi ha preso e mi ha portato via, le orecchie la sentivano ma la testa era partita altrove, in un mondo di pensieri aggrovigliati ma felici, ero ipnotizzata dalle sue mani che si muovevano veloci sui tasti bianchi e neri, ho pensato che fosse un folletto così magro e con quella capigliatura ribelle e gli occhiali rossi, con voce roca introduceva le sue sonate e parlava di sogni, di amore, di grandi città, di persone, di affetti ...
ho pensato ma guarda te come si può sentirsi felici con poco: una nota che ti scalda il cuore, un sorriso di una persona a te estranea ma che in quel mondo entra nella tua scena, l'abbraccio di un bambino, una canzone cantata a squarciagola, un raggio di sole, l'sms di un'amica in viaggio, quello di qualcun'altro che è tornato, una lettera che non ti aspettavi, una telefonata nottetempo... La certezza che vivrai di incertezza, ma non te ne importa più di tanto, la consapevolezza che sei imperfetta e allora w l'imperfezione, non sei più giovane, (anagraficamente), ti vedi qualche capello bianco, qualche ruga (ma solo perchè sorridi spesso), forse non sei più soda e magra come a vent'anni, ma hai scoperto che una certa morbidezza ti dona, e che forse sei persino più affascinante di allora, in compenso hai una testa che fa faville, è un vulcano in continua eruttazione, perchè sai che
Questa è la mia vita
Se ho bisogno te lo dico
Sono io che guido
Io che vado fuori strada
Sempre io che pago
Non è mai successo
Che pagassero per me

14 commenti:

rainbowsparks ha detto...

Vorrei davvero,un giorno,sentirmi così piena ed imperfetta e felice delle mie imperfezioni come sei tu ora :)

il massimo dei micheli ha detto...

ehm... tutto molto bello e poetico... ma... "vulcano in continua eruttazione" ? Forse con un Alka seltzer gli passa...

S.B. ha detto...

La felicità è una piccola cosa :-)

zefirina ha detto...

max ci ho pensato molto prima di scrivere questo verbo, i vulcani eruttano però,
eruttare= mandar fuori rutti; di vulcano mandar fuori con violenza lava, bombe, lapilli

l'algido massimo dei michelli ha detto...

@ zefirina
hai ragione!
De mauro on line batte Garzanti on line 1-0

zefirina ha detto...

zingarelli please
@rain invecchiando si diventa più sagge, ma solo in alcuni campi e per poche righe ;-)

artemisia ha detto...

Cara Zefi, sai che proprio ieri sera qualcuno mi diceva di aver provato proprio le stesse sensazioni che descrivi tu, guardando il cielo?

Ci doveva essere proprio un bel cielo sull'Italia, ieri.
O forse, io mi circondo di persone sensibili.

Mi riconosco molto nelle tue parole.

Alberto ha detto...

Ma il Liga lo infili dappertutto?!?!?! :-/

Un abbraccio rocker :-)

zefirina ha detto...

a me quell'uomo lì mi attizza...assai..parecchio....

zefirina ha detto...

òarte effettivamente c'era un bel cielo anche se foriero di pioggia che poi non è scesa

lasposina ha detto...

Anche noi, appena atterrati a Fimucino, abbiamo notato questa luna come dire pazzesca, poi dopo avendo tra le braccia il mio bambino mi è sembrata anche di buon auspicio, come a rassicurarmi che andrà tutto bene, speriamo che abbia ragione...

marce ha detto...

Allevi mi piace. Conosci anche Ludovico Einaudi. Einaudi mi piace di più.

zefirina ha detto...

non lo conosco ma ora mi aggiorno

marco ha detto...

allevi visto di spalle sembra jimi hendrix .... si , lo strumento è diverso però sembra di cogliere in lui le pazzie sonore del genio ...
chissà ... forse il ludovico van