giovedì, settembre 21, 2006

senza titolo

Com'è difficile vedersi,
così è difficile congedarsi,
il vento d'Oriente è illanguidito,
i cento fiori sono appassiti.
Solo quando il baco di primavera muore,
s'esauriscono i fili di seta,
solo quando la candela si è consumata,
inaridiscono le sue lacrime.
Di mattino, allo specchio, provo
dei capelli mutati alle tempie,
di notte, recitando i versi,
devi sentir freddo al chiarore della luna.
Da qui al Monte Pengshan, la via non è molta,
l'uccello azzurro cercherà di rintracciarti per me.

questa poesia l'ho trovata su un libro di un giallista cinese (sembra un gioco di parole), oltre ad avermi incuriosito lui il giallista Qiu Xiaolong, per cui ho comprato tutti i suoi libri, per ora solo tre o perlomeno tre sono quelli tradotti e pubblicati in italia per farfalle Marsilio editore: La misteriosa morte della compagna Guan, Visto per Shangai e Quando il rosso è nero, mi hanno incuriosito tutte le citazioni di questo strano ispettore che è un poeta lui stesso (oltre ad essere un buongustaio e io adoro gli investigatori buongustai) e quindi sono andati a cercarmi su internet i poeti citati, ammetto la mia suprema ignoranza conosco poco la poesia cinese.
Visto che reazioni a catena scatena la lettura di un libro, oltre a tutto il resto che suscita un buon libro.

questo il link per la critica della poesia, decisamente più autorevole di me

http://it.chinabroadcast.cn/351/2006/03/30/1@53081.htm


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