mercoledì, maggio 31, 2006

sondaggio



è meglio lupo alberto o alberto lupo?

il valzer degli addii

sto tentando di elaborare una rottura (non una rottura di scatole, quella sarebbe più facile da elaborare), o meglio la fine di una relazione amorosa, (o era liaisons dangereuses, suona meglio in francese), e sì metto in piazza, in questo mare magnum sarebbe più consono definirlo, i miei fatti privati, ma cosa altro non è un blog che un diario intimo reso pubblico, per me in questo momento è una specie di catarsi (mi meraviglio di me stessa, che bei termini che uso), un modo di riempire questo buco nero che ho dentro al cuore (drammatico eh, dote comune a quasi tutti i componenti della mia famiglia, per meglio dire siamo tutti un po' tragici, nel senso greco della parola.... ahahah c'è pure un gioco di parole), (non mi riesce di essere seria nemmeno con un argomento come questo). Dicevo o meglio scrivevo che per fare ciò, per elaborare questo distacco ho cominciato a rileggere tutti quei manuali che vanno o andavano tanto di moda, tipo donne che amano troppo, donne che corrono coi lupi, donne che si fanno le pippe mentali (questo me lo sono inventato io), come sopravvivere alla fine di un amore (non so se esista ...) etc. etc. a metà libro mi ero già stufata..... come dice qualcuno a me caro (molto caro) li leggo solo per farmene beffe e poi agire di testa mia, va dove ti porta il cuore...
.. che poi quando hai finito di leggere questi libri o decidi di suicidarti o inizi a illuderti che si hai imparato qualcosa, adesso tutto cambierà per te e arriverà il famoso principe azzurro (basta che non sia azzurro perchè di forza italia) sul suo cavallo bianco e ti porterà via... e vissero per sempre infelici e scontenti... gli si azzoppasse il cavallo aggiunge una mia amica
Però (per le maestrine che leggono il mio blog si può iniziare una frase con un però?) il mio fratellino me ne ha regalato uno, proprio in questi giorni che non è male, primo perchè non ti dà nessuna ricetta miracolosa, ma parla di storie e riti collettivi, e l'autore confessa che in corso di scrittura il libro è diventato un'altra cosa, il titolo sembra quasi un imperativo categorico "lasciami", ci si chiede (l'autore si chiede) come mai i nostri addii siano sempre così brutali, violenti e dolorosi e l'intento è quello di trovare una specie di galateo degli addii, mi è piaciuto anche il sottotitolo: "ignoranza dei congedi", come è possibile che le persone per uscire da una storia d'amore debbano essere così crudeli?
Per farla breve come dice una vignetta del mitico lupo alberto
l'amore è bellissimo (lupo alberto)
ma dura pochissimo (marta)
e frega tantissimo (beppe)

martedì, maggio 30, 2006

donne & motorini


io vado in giro in motorino, come tutte le mamme in molte faccende affaccendate e divise fra lavoro e figli, è l'unico mezzo disponibile per riuscire a far fronte a tutti gli impegni quotidiani, e lo uso in autunno, inverno, primavera e in estate, ed è specialmente in queste due ultime stagioni che si verificano fenomeni inspiegabili, (specie ora che non sono più una ragazzina, in un libro una volta ho letto la definizione donna di mezzà età, e sapendo l'età dell'autrice mi sono risentita, poi in effetti ripensandoci non ho intenzione di vivere fino a 99 anni), si sa che con la bella stagione le gonne svolazzano (non ci sono piumini che le te coprono) e se non svolazzano e porti una bella gonna lunga ma con gli spacchi, questi in motorino tendono a spaccarsi ancora di più, ora vorrei sapere quale prurito prende a molti esponenti del genere maschile alla vista di quel pezzettino di coscia che va dal ginocchio a metà gamba, tanto più che non ho lo stacco di gambe di Julia Roberts, si sono proprio curiosa di avere delucidazioni in merito;
altra osservazione: stamattina ho asciugato i capelli alla come venivano e secondo me venivano alla maga magò, secondo una mia amica invece sono alla mi sono appena alzata dal letto dopo una notte di passione (ma de che direbbero qui a roma), bè anche questo scatena delle reazioni degne di uno studio antropologico, sarà che come dicono tutte le riviste femminili in estate gli ormoni si svegliano???? sarà che anche l'occhio vuole la sua parte???? sarà che ci tocca passare veramente al burqua

lunedì, maggio 29, 2006

venezia & corto maltese

Un modo diverso di scoprire Venezia, specie se la si conosce già, è seguire gli itinerari proposti in questa guida, io l'ho fatto ed è stato come giocare ad una caccia al tesoro molto divertente, bello anche non seguire il flusso dei turisti, ma scoprire luoghi quasi deserti e incontrarvi qualche veneziano o qualche altro turista per caso, se poi siete anche innamorati .. di corto e di venezia, leggetevi pure la "favola di venezia" e "le lagune dei misteri."

Corto Sconto itinerari fantastici e nascosti di Corto Maltese a Venezia (Fuga-Vianello)

Sette itinerari pieni di disegni, di fantasia e di consigli pratici attraverso capolavori da scoprire, cortili e pietre ricche di storia, fiabe e leggende da conoscere, ma anche osterie, ristorante e posti “giusti” per bere, mangiare o, semplicemente, gustare l’atmosfera o lo stato d’animo in una Venezia appartata, magica, “nascosta”. La Venezia di Corto Maltese.

volver


le donne lo sanno che niente è perduto, che il cielo è leggero però non è vuoto

uno dei più bei film di almodovar, secondo me, forse perchè così matriarcale, pieno di donne, tre generazioni di donne per la precisione, figlie, madri, nonne, sorelle, zie, vicine di casa, compaesane tutte legate da una solidarietà molto sentita, e da una forte complicità, un mondo dove gli uomini sono marginali, quasi inutili e portano di dolore e anche di violenza, (vedo aleggiare un sorrisetto ironico su molte bocche). In questo film si sussuegono avventure, equivoci, rivelazioni, ricordi e sorprese, ma le donne sono le vere protagoniste, donne pronte anche alla vendetta, al delitto, e alla menzogna senza un' ombra di pentimento perchè non bisogna farsi travolgere dagli accadimenti della vita, perchè bisogna fare... fare.... e domani è un altro giorno.

venerdì, maggio 26, 2006

innamorarsi di un fumetto

eh si lo confesso sono perdutamente innamorata di quest'uomo, lo sono da una vita da quando ero un'adolescente, sarà per quello sguardo un po' ironico, che non promette niente, specialmente niente di buono, sarà per quella sua bocca ben disegnata, sarà per quel suo spirito nomade, sarà perchè è un uomo che ama il mare???? sarà perchè è uno spirito libero, sarà perchè sembra un uomo difficile da conquistare e ancora più difficile da tenere legato a sè, sarà perchè piace a molte ma non tutte piacciono a lui??? o perchè ha amato follemente una donna e forse solo quella, ma non è certo che quella donna sia proprio tu???? sarà perchè sembra sempre mantenere un atteggiamento distaccato ma ha un cuore d'oro?
bisognerebbe forse chiedersi perchè a me piacciono gli uomini con queste caratteristiche e guarda caso non faccio mai fatica a scovarli ed a innamorarmene, magari non le hanno proprio tutte queste benedette/maledette caratteristiche ma di certo ci si avvicinano molto.

canzoni


non ci sono molte canzoni dedicate al mio nome, questa di Finardi non è male, e diciamo pure che mi ci ritrovo, avrà sentito parlare di me??? non la conoscevo me l'ha fatto scoprire un'altra patrizia, me ne ricordo un'altra che andava di moda quando ero bambina, era di Perez Prado, del '58 addirittura, che l'abbia scritta dopo aver saputo che ero nata????

Hai il cuore pulito come appena nevicato,
ma caldo e forte come un cavallo imbizzarrito
che ti fa capace di arrabbiarti poi subito di calmarti
e che di amarmi non ha mai dubitato.
E amo il tuo sapore di fragole e di panna d'estate,
d'erba appena calpestata.
Ti amo perché sei solare.perché ti so capire,
ti amo per come mi ami tu, io ti amo per come mi ami tu.
Hai gli occhi verdi come il mare di un atollo tropicale
aperti come il cielo delle praterie, occhi senza male
che non san nasconder niente nemmeno quanto tu sia intelligente.
E amo il tuo sapore di fragole e di panna d'estate,
d'erba appena calpestata.
Ti amo perché sei solare, perché ti so toccare,
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu.
Ti amo perché sei una donna,
ma anche un vero uomo,
un'amica, un socio,
a volte un maggiordomo,
perché giochi tutti i ruoli
ma ti piaci in uno solo,
quello di donna con vicino il suo uomo.
E amo il tuo sapore di fragole e di panna d'estate,
d'erba appena calpestata.
Ti amo perché sei solare,
perché sai far l'amore,
ti amo per come mi ami tu,
io ti amo per come mi ami tu,
io ti amo per come mi ami tu.

giovedì, maggio 25, 2006

un articolo di Lella Costa

Amo da sempre, perdutamente, le Lezioni americane di Italo Calvino, quelle cinque qualità che secondo l'autore - mai abbastanza rimpianto - sarebbero state indispensabili per affrontare il nuovo millennio. Sono rapidità, molteciplità, leggerezza, esattezza e visibilità - e sono belle già così, soltanto a metterle in fila, a dirle. Ma mi piacciono ancora di più come definizioni delle donne di oggi, di quello che oggi le donne sono e rappresentano nel mondo. Rapidità - bè, è quasi banale: cosa c'è di più rapido di una donna che deve destreggiarsi tra le mille cose che si è inventata in aggiunta alle mille che è comunque costretta a fare? Quanto alla molteciplità, è noto che noi sappiamo svolgere contemporaneamente svariati compiti, mentre gli uomini riescono a fare una cosa sola alla volta, ma in compenso ce la fanno pesare moltissimo. Leggerezza, sì, tanta - vuol dire saper esser lievi ma non superficiali, serie ma non pesanti, capaci di sorridere in mezzo alle più furibonde tempeste sentimental-ormonali. Esattezza tanta, per forza, altrimenti non ce lo perdonerebbero, ci perderemmo o comunque sbaglieremmo la riga dell'eyeliner. E' la visibilità che non riusciamo ad avere, o comunque se la otteniamo è sempre quella sbagliata: o vittime o veline, senza sfumature, senza la molteplice esatta rapida leggera visibilissima realtà. Dobbiamo ancora imparare a farci vedere per come siamo veramente, a farci guardare senza stereotipi e senza paure - e in fretta, che i millenni volano.

da una rubrica su Anna

amiche


....il frusciante mondo delle amiche che si hanno, e che per forza quando si incontrano parlano molto, perchè tutto sommato siamo qui apposta, parlare, sapere che siamo tutti nella stessa provvisoria eternità e nell'eguale difficoltà di essere e aspettiamo l'amore, l'abbacinamento, qualche carezza, la dedizione dell'altro e la risata di una complicità...

ah le amiche... ringrazio la buona sorte per avermi fatto il dono dell'amicizia di molte donne, ancora ragazze nel cuore, le mie amiche che si sorbiscono le mie lamentazioni, che sono sempre pronte a coccolarmi, che sono e sono state un salvagente indispensabile per affrontare i "marosi" della vita. Mi piace questo mondo di donne, donne che si sentono fragili ma che quando serve scoprono di avere dentro delle risorse inimmaginabili, donne che si mettono sempre e comunque in discussione, donne che si sono reiventate una vita perchè quella che avevano no non andava proprio, donne che il prezzo da pagare è sempre troppo alto, ma non importa bisogna guardare avanti. Amiche di salvataggio, si, amiche di adolescenza che magari vedi saltuariamente ma che ti sono rimaste nel cuore e quando le rivedi riattacchi il filo del discorso proprio lì dove l'avevi lasciato tanto tempo fa, amiche di lavoro che chiamarle colleghe è troppo troppo riduttivo, ci hai lavorato gomito a gomito per ore, si sono subite le tue telefonate di amore, quelle ai figli, quelle che sarebbe meglio non sentire, amiche conosciute perchè i figli vanno a scuola insieme e si ti ci trovi bene, e anche i rispettivi figli, e così riempi i weekend da mamme single..... amiche di viaggi, con cui sai che un viaggio sarà sempre una scoperta,
le mie amiche con ognuna di loro un legame speciale, diverso così come sono diverse loro l'una dall'altra che magari se le riunisci assieme non tutte si trovano bene ma le vorresti sempre con te e le porti sempre nel cuore

La famiglia

Le famiglie felici si somigliano tutte. Le famiglie infelici sono infelici ciascuna a suo modo.(Lev Tolstoi)
prendo spunto da un commento e scriverò ora sulla mia famiglia, proprio come in un tema da bambini: la mia famiglia d'origine è composta da 6 individui: una madre, un padre, una figlia (che sarei io) e tre figli, ma questi sono i puri dati anagrafici,di tanto tempo fa dovrei aggiungere, la mia famiglia, quella che mi sono fatta io (e non come intedeva Troisi in un suo mitico sketch) è composta da una figlia e due figli, ma non è esatto neanche questo perchè mia figlia ha sua volta un tra poco marito e uno splendido pargolo di 4 anni e fin qui le mere notizie anagrafiche, ma se vogliamo parlare di tutto quello che succede in questo mondo familiare, ah be...... c'è da scriverci un romanzo e chissà che qualcuno smosso da un sentimento catartico non lo faccia, diciamo che di certo non ci si annoia mai, nonostante tutto la mia famiglia mi piace, mi piace perchè è accogliente, perchè è tagliente, il senso dell'umorismo e dell'ironia non manca a nessuno dei componenti e se a volte può sembrare irriverente e irrispettoso, però aiuta a non prendersi troppo sul serio e a smitizzare situazioni a volte troppo pesanti, per chi non ci conosce bene può apparire strano che anche in situazioni drammatiche questo esca fuori, e si potrebbe tacciarci di superficialità, ma io so che non è così, piuttosto è un meccanismo di autodifesa, per farla breve diciamo che la mia famiglia c'è, è onnipresente, a volte anche troppo, ma io non riesco a "divorziare" (come suggeriva uno dei miei fratelli) da nessuno di loro. Mi figuro la mia famiglia come un veliero, di quelli di legno, di una volta, capace di adeguarsi al ritmo delle onde, che sfida i marosi e le tempeste, al cui timone di volta in volta si alterna un membro dell'equipaggio, a volte ognuno si ritira nella sua cabina perchè ha bisogno di stare da solo, ma se qualcuno bussa in cerca di aiuto, o vuole coinvolgerlo in qualcosa allora apre la porta, a volte ci si ritrova tutti intorno a un grande tavolo ad abbuffarsi e a chiacchierare, a volte i toni si fanno accesi, quasi sempre dire, devo dire che il livello sonoro delle nostre riunioni familiare è sempre molto elevato, mah saremo tutti un po' sordi???
Già le mitiche riunioni familiari, per feste e compleanni comandati, riunioni che farebbero impallidire anche una serie tv americana, ex mariti, ex suoceri, ex di ex, etc. etc., ebbene si abbiamo peccato, abbiamo una cosidetta famiglia allargata ma allargata allargata e a volte anche allagata!!!!
concludendo o meglio inconcludendo come cita agata se è vero che le risposte alle domande si trovano nella famiglia, ahi voglia a risposte nella nostra

mercoledì, maggio 24, 2006

blues in memoria

Wystan Hugh Auden

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino gli aereoplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.


Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto.


Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.

picasso

attaccabottoni


sottotitolo
habla con ella

con me parlano tutti, o meglio attaccanobottoni tutti/e, nelle file, per strada, in libreria, in treno poi si scatenano, anche se nel corso dei miei viaggi avevo elaborato una tecnica, rivelatasi peraltro fallace, tiravo fuori il mio bel libro (da treno, si esistono libri da treno, certo dipende dalla lunghezze del viaggio il mio di solito era di 4 ore e mezza, quindi parliamo di quei bei tomi da più di 400 pg) e mi mettevo le cuffie dell' MP3, non c'era niente da fare, qualcuno che attaccava bottone mi capitava sempre, ora non che io sia Sharone Stone, anche se sono bionda con gli occhi verdi e modestamente eguaglio il suo QI, unito a una buona dose della cosidetta intelligenza emotiva (modestina è il mio secondo nome), penso di avere una di quelle facce rassicuranti, che ispirano fiducia e un atteggiamento accogliente, in più sono sempre curiosa di sentire le storie che le persone hanno da raccontare.
Alle volte tutto questo mi si ritorce contro perchè mi tocca sorbirmi anche storie poco interessanti, ma tant'è!!! Questo mio pregio (???) per i miei figli invece è considerato un difetto, si innervosiscono sempre quando mi vedono parlare e ascoltare qualcuno, il colmo l'ha raggiunto mio figlio piccolo che a Pasqua durante la messa, quando il prete ha pronunciato le parole di rito: "scambiatevi un segno di pace" e io mi sono girata verso quello accanto tendendo la mano con un sorriso e poi verso quelli davanti, mi ha detto in puro accento romanesco: " a ma' certo che tu devi proprio socializzare con tutti"
incredibile ma vero!!!!!

martedì, maggio 23, 2006

canzoni suicidio


secondo mio figlio Alex ci sono delle "canzoni suicidio", quelle che senti in momenti particolarmente tristi e ti smuovono un mare di lacrime, che poi sei tu che decidi di farti del male e metti su 'ste canzoni magari proprio per riuscire a sciogliere quel nodo in gola e sfogarti con un bel pianto liberatorio, stilo una mia classifica personale:

quando finisce un amore di Cocciante (mi ricorda l'adolescenza, la mia ovviamente)
quelle che le donne non dicono di Fiorella Mannoia
desperado degli Eagles
sabato pomeriggio di Baglioni
io vivrò senza te di Battisti
ghost dal film omonimo
i dubbi dell'amore di Fiorella Mannoia
pezzi di vetro di De Gregori
canzone dell'amore perduto di De Andrè

si potrebbe continuare

scopriamo le carte


ora scopriamo le carte e proviamo a raccontare come, perchè nasce questo blog, (mi viene da parlare in terza persona, sarà grave?), anzi facciamo come i bravi giornalisti usiamo le 5 W fondamentali

CHI questa potrebbe sembrare una domanda facile facile, chi sono io??? qualche certezza ce l'ho, qualche parte del mio IO la conosco, per il resto ci sto lavorando, e per citare uno dei miei cantanti preferiti lo scopriremo solo vivendo, se mi guardo intorno comunque vedo che l'ignoranza regna sovrana (parlo del motto di socrate "conosci te stesso");
COSA, mi piaceva l'idea un po' narcisista di rendere visibile e condividere le parole rubate qua e là (un po' come la ninfa Eco che ripeteva parole non sue, e ora che ci penso Eco era innamorata di Narciso, povera... ) (mi si è aperto un mondo, vi capita mai di avere delle sinapsi improvvise e capite in un lampo cose su cui vi rodevate.... avete presente il film "i soliti sospetti" quando succede al commissario e capisce chi sia veramente Keyser Soze), parole che per anni ho trascritto in quaderni per andarmele a rileggerle quando mi servivano;
DOVE, e dove se non in un blog in questo mare mitico che è internet (navigare necesse est) , e dove bisogna stare molto attenti a non perdersi dietro il canto di sirene e tritoni, perchè il risveglio può essere molto brusco;
QUANDO ora, adesso;
PERCHE', questa è una domanda cui non si sa mai cosa rispondere, mi ricordo i perchè dei bambini a cui dovevi dare una risposta precisa, immediata e mai una volta che ti venisse in mente al volo quella apparentemente giusta, il mio perchè di oggi è: stordirmi, riempire il vuoto che fa seguito ad una perdita (stucchevole vero?) e farlo con questo mezzo mi intrigava.....
domani è un altro giorno

lunedì, maggio 22, 2006

snoopy


snoopy

I peccati dello stomaco ricadono sul corpo intero.

Niente fa più eco di una cassetta della posta vuota.

I piedi dovrebbero rimanere svegli nel caso ci sia da andare in qualche posto.

Beh, forse non ho proprio bisogno di questa ciambella.... d'altra parte le ciambelle fanno bene se si hanno i metacarpi deboli....... so convincermi in ogni circostanza

opinioni vaticane


Leggendo le dichiarazioni di Ratzinger sull'amore, ho fatto una considerazione: togliendo dalle sue frasi il sostantivo "Dio", non cambia nulla, a dimostrazione di una certa incapacità di fare discorsi che abbiano un senso spirituale. La mia impressione è che il livello di "mondanità" della Chiesa cattolica sia ormai cronico: "Dio", "Spirito", "Trascendenza" sono categorie assolutamente accessorie in un discorso che appartiene al livello prosaico dell'Opinione. La mia diagnosi è questa: Ratzinger parla come un'opinionista (l'apostrofo l'ho messo per malizia, eh eh eh).
Discutendone poi con un amico, abbiamo avuto un'intuizione sulla vera motivazione che ha spinto Ratzinger a distinguere fra amore vero etero e amore debole omo: parlando alla nuora perchè la suocera intenda, ha messo le mani avanti con il suo ragazzo, che probabilmente premeva per un rapporto serio ed esclusivo, e, al posto di ammettere "Non voglio prendermi un impegno con te", l'ha buttata in caciara, ovvero in teologia...

massimo dei micheli


...quel che ci fa vivere forse più dei ricordi è la nostra capacità di oblio. Se ricordassimo tutto, mille volte il dolore ci impedirebbe di andare avanti.
...penso che dimenticare sia un'arte. Una delle arti più utili e peggio praticate che si conoscano. E anche un'arte che, come tante altre, tutta l'umanità pratica senza rendersene conto. Dimentichiamo, nel bene o nel male dimentichiamo, a cominciare dalla morte, dimentichiamo mille cose per poter vivere. E, anche se non lo ammettiamo, forse più si dimentica meglio si vive. Non faremo niente se la consapevolezza della nostre morte ci accompagnasse sotto la doccia......Per restare in vita riusciamo a dimenticare gli indimenticabili, i migliori, i più buoni, quelli che ci hanno fatto più felici. E se siamo capaci di dimenticare la morte, che cosa non riusciremo a dimenticare? Per questo dimentichiamo il dolore e quelli che ce l'hanno provocato.
.... Dimenticare è un'arte, a volte maligna e penalizzante, ma sempre generosa. Invece ricordiamo. Non nel momento appropriato, perchè nessun momento è adatto al dolore. Ricordiamo e non esiste una cattiva memoria che ci aiuti a fugare la paura quando questa attraversa la nostra esistenza

da Il mondo illuminato (Angeles Mastretta)

le poesie di marilia

AMO UN FANTASMA

Ancora non voglio vedere,
Mi sembra irrinunciabile
Ostinarsi ad alimentare

Un tuo non amore così puro.
Nulla è più vuoto del non sentimento

Fingere un'attrazione che non c'è
Attendere emozioni che sono evanescenti
Nascondere verità fin troppo trasparenti
Tutto è insignificante, freddo e arido
Ancora non voglio capire
So che non c'è spazio per me
Ma i sogni sono belli da vivere
Anche se si dissolvono alla luce del mattino

BACI BACI

Ballare stretti stretti
Ancheggiando su di te
Cinta dalle tue braccia
Insinuando in te il desiderio
Bolle bolle la voglia di noi
Annuso l’odore del tuo collo
Cerco le tue labbra con le mie
Inarrestabili ci amiamo.

TI AMO

Tutto quello che ti ho dato
Inutilmente non ti ha conquistato

Amarti è stato dissanguarmi
Mancando l'amore l'entusiasmo si è spento
Ora quel che resta è un amore sciupato

LUPO SOLITARIO

Lontano da ogni turbamento
Unico arbitro di te stesso
Potendo scegli la solitudine
Ostenti insofferenza alla compagnia

Soltanto non rinunci alle donne
Ostacolando però ogni emozione
Libero di molti no e pochi sì
Intendi l'autonomia come regola
Tanto poco contano i sentimenti.
Aquila solitaria arrocata sulle rocce
Resti immobile e impassibile
In contemplazione della valle
Ogni movimento rivela una preda.

MARILIA
Ma che bello guardare il mondo
Ancora non l'ho scoperto tutto
Rimane sconosciuto il suo perchè
Importanza vera non ne ha
Lo stesso continuo a cercare
Indago tutti i suoi lati aperti e nascosti
Apprendo nell'incessante andare la vita

venerdì, maggio 19, 2006

perchè zefirina

è un aggettivo che mi ha dato una mia amica su un acronimo che ha scritto per me, mi è piaciuto perchè rimanda al vento, un vento di ponente, e ad una figura mitologica, magari non mi si addice del tutto ma zefirina suona bene

Zefiro (o Zeffiro) è una figura della mitologia greca, era figlio di Astreo e di Eos (come scritto da Esiodo).

Zefiro e Giacinto in un'anfora del 490-480 AC
Era la personificazione del vento di ponente.Veniva rappresentato come un ragazzo con le ali variopinte, in mano portava dei fiori primaverili.Zefiro occupa una posizione alquanto piccola nella mitologia, lo si conosce soprattutto come rivale sfortunato di Apollo verso Giacinto.