mercoledì, marzo 31, 2010

confidenze da una conosciuta

(vettriano)

raccolgo le confidenze delle amiche, le guardo mentre il dolore sale in superficie e la disillusione si fa strada tra le pieghe del loro cuore, ancora una volta qualcuno si è fatto male, qualcuno ha tradito le promesse fatte, qualcuno ha amato e qualcun altro si è lasciato amare, aleggiano gli stessi interrogativi sul perchè e sul percome, e io ancora una volta non so quali siano le risposte, come un tempo non sapevo darle a me stessa, e non ci sono nemmeno parole da dire perchè sarebbero quelle di sempre trite e ritrite, usurate dal tempo e che suonano banali e scontate, le guardi queste donne intelligenti, emancipate, autonome e vedi nei loro occhi una malinconia e una tristezza infinita e non ti resta che abbracciarle, in silenzio.

La zia Daniela si innamorò come si innamorano sempre le donne intelligenti: come una stupida.
(Angeles Mastretta)

martedì, marzo 30, 2010

nei giardini dei salici



DOWN BY THE SALLEY GARDENS

Down by the salley gardens my love and I did meet;
She passed the salley gardens with little snow-white feet.
She bid me take love easy, as the leaves grow on the tree;
But I, being young and foolish, with her would not agree.

In a field by the river my love and I did stand,
And on my leaning shoulder she laid her snow-white hand.
She bid me take life easy, as the grass grows on the weirs;
But I was young and foolish, and now am full of tears...


LÀ NEI GIARDINI DEI SALICI

Fu là nei giardini dei salici che la mia amata ed io ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini con i suoi piccoli piedi di neve.
M’invitò a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono sull’albero;
Ma io, giovane e sciocco, non volli ubbidire al suo invito.

Fu in un campo sui bordi del fiume che la mia amata ed io ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M’invitò a prendere la vita così come veniva, come l’erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco, e ora son pieno di lacrime.


William Butler Yeats







lunedì, marzo 29, 2010

per favore non odiatemi


per favore non odiatemi per essere single e felice per tutti questi anni

venerdì, marzo 26, 2010

ho visto cose che voi ...

ho visto con 14 gradi di temperatura in una giornata di sole, pallido, una ragazzina abbigliata in questa maniera

ho visto compagni di scuola di Lorenzo nella stessa giornata vestiti in modo improbabile: calzini spaiati, bermuda da mare con disegni floreali, maglietta a righe a maniche corte

ho visto l'assoluta mancanza di controllo all'uscita di scuola, chiunque avrebbe potuto prendere un qualsiasi bambino e portarselo via, nella fattispecie nessuno mi ha mai chiesto chi fossi e si è mai accorto di chi prendeva Lorenzo

ho visto in un un motorino senza parabrezza un padre che portava un figlioletto davanti, e il fratellino dietro, tutti senza casco e senza giacca, con il vento che scompigliava i loro capelli biondi (il primo olandese che mi dice qualcosa sui napoletani lo mordo)

ho visto vecchie signore con i leggings sopra gonne a palloncino

ho visto sacchi di immondizia in mezzo ai marciapiedi (ma solo il lunedì e il giovedì sera)

ho pagato un espresso 1.70 euro al bancone di un bar

mi sono sentita chiedere informazioni in uno stentato inglese da un italiano che pensava fossi olandese

ho visto posizionare il venerdì sera i "vespasiani" nelle piazze e li ho visti togliere la domenica mattina

ho visto biciclette dappertutto e ho visto portare di tutto nelle suddette biciclette

ma ho anche incontrato persone molto gentili

ho fatto la nonna sitter per 10 giorni

ho bighellonato in giro per ore

ho oziato su una panchina del vondelpark guardando le anatre, le oche e i cigni sguazzare nei laghetti

ho sfornato torte su torte

mi sono goduta figlia e nipote

ora sono tornata a casa

mercoledì, marzo 24, 2010

il ladro di anime


Questo libro l'avevo comprato prima dell'estate, ma l'avevo prestato a Valentina che se l'era portato in Olanda e ora che sono qui ad Amsterdam me lo sono letto, è un libro veramente avvincente che ti mette addosso quella giusta dose di ansia che solo i fan di thriller o meglio di psychothriller apprezzano, la storia è scritta con un ritmo intenso, veloce che toglie il respiro, anche i giallisti più scafati non riescono subito ad intuire chi siano i buoni e i cattivi, perchè ogni cosa appare in un modo e nel suo esatto contrario, gli indovinelli sparsi nel libro stuzzicano la curiosità del più appassionato enigmista e l'idea del post-it attaccato nelle ultime pagine, non vi dirò quale altrimenti l'effetto sorpresa si perde, (io pensavo fosse di Valentina e l'avevo pure messo da parte), è spettacolare: su quella pagina, in ognuna delle migliaia di copie, troverete attaccato un post-it cinque centimetri per quattro, con sopra riportato un indirizzo e-mail, scrivendo al quale si ottiene la parola d’ordine per entrare in un sito dove Fitzek e una squadra di informatici hanno allestito una clinica della morte virtuale. E lì la sfida al killer, tra nuove paure e indovinelli sempre più difficili, continua. Anche il sito italiano de il ladro di anime contiene alcuni enigmi che anticipano le atmosfere del libro.

Ultima considerazione che potrebbe sembrare un po' razzista: ho pensato sin dalle prime pagine che questo libro lo avrebbe potuto scrivere solo un tedesco.

martedì, marzo 23, 2010

mi son stufa

(Jack Vettriano)

il brano trascritto è al femminile ma si può tranquillamente volgere al maschile


Ero stufo delle donne problematiche. Ero stufo delle ragazze che non volevano crescere, di quelle che non sapevano impegnarsi in niente. Ero stufo delle donne impaurite, delle donne trattenute; di quelle che avevano scelto il risparmio di sé come unica via d'uscita. Ero stufo di quelle che volevano stare sole e basta, di quelle che ancora vivevano i postumi di una brutta storia con qualcuno che non le meritava e che le aveva fatte soffrire, rese caute. Ero stufo di quelle che chiedevano conferme, protezione, dedizione totale. Ero stufo di quelle che volevano guarirmi da me, dal mio bisogno ciclico di farmi male. Ero stufo dei rapporti di coppia, delle alchimie, delle sensazioni, delle difficoltà di comunicazione. Ero stufo di giocare all'amore; ero stufo di quelle che prendevano tutto seriamente. Ero stufo di quelle che prendevano tutto seriamente. Ero stufo di quelle che usavano i proprio dolori come scudo per tenere lontane le persone da sé. Ero stufo di quelle che dicevano una cosa e ne facevano un'altra, di quelle per le quali non ero arrivato al momento giusto, di quelle che preferivano non amare per non rischiare di soffrire ancora. Di quelle che in amore preferivano darsi vinte, di quelle che avevano bisogno di essere trattate male, di quelle che volevano essere libere ma poi non si lasciavano andare. Ero stufo marcio di quelle che usavano scelte troppo decise per simulare carattere e per dimostrare di essere la donna che sognavano di essere. Ero stanco di provare a capirle quando loro non provavano a capire me.

(da la teorema del devastore di Lorenzo Moneta)

in sottofondo la colonna sonora di radiofreccia, dalla finestra il canale illuminato dal sole, finalmente, le oche passeggiano sulla riva, ancora in Amsterdam

venerdì, marzo 19, 2010

del viaggiare

(amsterdam)

Pico Iyer

Viaggiamo, inizialmente, per perderci.
E viaggiamo, poi, per ritrovarci.
Viaggiamo per aprirci il cuore e gli occhi,
e per imparare più cose sul mondo
di quante possano accogliere i nostri giornali.
E viaggiamo per portare quel poco di cui siamo capaci,
nella nostra ignoranza e sapienza,
in varie parti del globo,
le cui ricchezze sono variamente disperse.
E viaggiamo, in sostanza,
per tornare ad essere giovani e sciocchi,
per rallentare il tempo ed esserne catturati,
e per innamorarci ancora una volta.

lunedì, marzo 15, 2010

il cielo sopra amsterdam


in giornate come questa, che si succedono spesso, c'è un cielo così plumbeo e opprimente che veramente hai l'impressione che ti cada in testa, anche l'acqua del canale che si intravede dalle finestre di casa di Valentina assomiglia a quella verdastra del Tevere, nonostante qui ci nuotino cigni e papere, l'albero di fronte è ancora spoglio, l'umido ti entra nelle ossa, la casa scricchiola e il coinquilino....è in agguato, ebbene sì ha di nuovo fatto sentire la sua costante presenza uno degli innumerevoli topolini che si aggirano per la città e di conseguenza anche in questa casa..... cerco di non pensarci tra un libro e una navigata in attesa di andare a prendere Lorenzo a scuola, ma se lo becco oltre a sfondargli i timpani con le mie urla isteriche, gli dò una di quelle scopettate che se le ricorda a vita!!!!!

ci vorrebbe il magico pifferaio di hamlin




domenica, marzo 14, 2010

una questione di sicurezza

io non li capisco proprio questi controlli di sicurezza: la bottiglietta dell'acqua non è passata, questa sì!!!

Prima addetta alla sicurezza: ma cosa è quella???
seconda addetta alla sicurezza: una spilla da balia
prima addetta alla sicurezza: ah, va bene

sabato, marzo 13, 2010

53

e con questo sono 53

oggi oltre al compleanno festeggio insieme ai vecchi compagni di scuola il 35° anniversario della maturità, e domani me ne vado da figlia e nipote in quel di Amsterdam per dieci giorni, bella la vita e??????

venerdì, marzo 12, 2010

forte come la morte


..il cuore può commuoversi spesso incontrando un altro essere, poichè ciascuno suscita negli altri attrazioni e repulsioni. Tutte queste influenze fanno nascere l'amicizia, i capricci, la concupiscenza, passioni intense e passeggere, ma non il vero amore. Perchè un tale amore esista, è necessario che due esseri siano talmente fatti l'uno per l'altro, che si trovino uniti l'uno all'altro da tanti motivi, da tanti gusti simili, da tante affinità della carne, dello spirito, del carattere, che si sentano avvinti da tante cose di ogni genere, da formare un unico insieme di legami. Quel che si ama, insomma, non è tanto la signora X... o il signor Z..., è una donna o un uomo, una creatura senza nome, uscita dalla natura, con organi, forma, un cuore, uno spirito, un modo di essere generale, che attirino come una calamità i nostri organi, i nostri occhi, le nostre labbra, il nostro cuore, il nostro pensiero, tutti i nostri appetiti sessuali e intellettuali. Si ama un tipo, cioè l'insieme, in una sola persona, di tutte le qualità umane che possono sedurci isolatamente nelle altre...

( da " Forte come la morte" di G. de Maupassant)

martedì, marzo 09, 2010

fiori delicati


lunedì ho letto questo trafiletto, ci ho rimunginato rimuginato, all'epoca la notizia mi colpì talmente tanto che partecipai anche ad un seminario all'università di Chieti tenuto da Nicola Lalli e Massimo Fagioli, un altro rescoconto dell'incontro qui, e mi spiace non riesco proprio a provare pena e compassione per i due ragazzi, quando ho letto che uno è uscito dal carcere e l'altra lo seguirà presto ho sentito un moto di ribellione e il mio pensiero è andato a quel fratellino e alla mamma colpiti con tanta ferocia, 120 coltellate non sono il frutto di un presunto disagio giovanile generalizzato ma il sintomo di una vera e propria malattia mentale, questo è anche il parere concorde di molti pschiatri che hanno seguito il caso. Ora, come fa notare Pirani nell'articolo, affermare che questi due ragazzi sono fiori delicati sopravvissuti ad uno tsunami, le parole sono di Luigi Cancrini, e parlare di giustizialismo feroce per chi chiede l'ergastolo, mi sembra eccessivo, sono disposta a perdonare ma non così in fretta, posso anche non essere d'accordo con il carcere duro ed eccessivo ma che siano curati in una struttura adeguata senza essere rimessi in libertà mi sembra un atto dovuto alle vittime.

(jack vettriano)


Per molto tempo crediamo di conoscere la natura dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni e dei nostri stati d'animo. Ma poi arriva un attimo in cui un'esplosione assordante - perché il pianissimo del silenzio può equivalere talvolta al fortissimo di uno scoppio - ci avverte che viviamo in luoghi diversi da quelli in cui vorremmo vivere, che non ci occupiamo delle cose per cui abbiamo attitudine, che cerchiamo i favori o suscitiamo la collera di persone con cui non abbiamo nulla in comune, mentre ci manteniamo distanti, sordi e indifferenti nei confronti delle persone di cui sentiamo nostalgia e a cui siamo legati da un vincolo profondo. Chi non presta ascolto a un tale avvertimento rischia di vivere una vita goffa e dimezzata, senza mai essere veramente se stesso. Non è un sogno e neanche "un sogno a occhi aperti": è uno strano, rapinoso stato d'animo quello che ci rivela quali siano i nostri compiti, i nostri obblighi e il nostro destino, e che cosa, nella nostra vita, appartenga esclusivamente a noi; questi istanti ci mostrano cosa vi è di personale nella nostra esistenza, quello che entro i limiti angusti della condizione umana costituisce l'essenza specifica dell'individualità."
Sandor Màrai - Confessioni di un borghese

lunedì, marzo 08, 2010

a tutte le donne


Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.

venerdì, marzo 05, 2010

io e l'influenza


mi sono resa conto che mi faccio influenzare quasi sempre nel mese di marzo, sarà perchè avverto nell'aria una promessa di primavera che invece tarda ad arrivare, sarà perchè è il mese del mio compleanno e abbasso la guardia, distratta da sogni e bisogni, eccomi qua di nuovo a terra per via di un raffreddore, come sempre la cosa ha un risvolto positivo:

ho già divorato due libri : Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, La donna che leggeva troppo di Bahiyyih Nakhjavani, un titolo così non poteva che intrigarmi, e sto attaccando Un uomo che dorme di George Perec, anche questo titolo è tutto un programma, ne conosco di uomoni che dormono!!!!

in sottofondo una radio che trasmette solo musica

quando sono stanca di leggere sonnecchio dirigendo i miei sogni verso mete entusiasmanti

metto su un dvd con un vecchio film che mi piace rivedere ancora e ancora e ancora

e poi posso leggere i vostri post in santa pace

giovedì, marzo 04, 2010

la pietra paziente


C'è un altro modo di dire persiano, la "pietra paziente", che si usa spesso in momenti di difficoltà e smarrimento. Se un uomo riversa tutti i suoi problemi e i suoi guai sulla pietra, questa l'ascolterà, ne assorbirà tutti i dolori e i segreti, e allevierà la sua pena. A volte però la pietra non riesce a sopportare più il suo peso e si spacca.

(Leggere lolita a Teheran di Azar Nafisi)

leggendo questo passo oltre a pensare che quasi quasi mi metto a cercare questa pietra qui, mi è tornato in mente questo bel libro di Atiq Rahimi, Pietra di pazienza

Sono ingabbiata in questo angolo Piena di malinconia e di tristezza. Le mie ali sono chiuse e io non posso volare...

è in memoria di Nadia Anjuman Herawi, una giovanissima poetessa afgana, morta nel 2005 ad Herat, a soli 25 anni, per le percosse subite da parte del marito, che Rahimi ha scritto questo libro, e il libro ha il ritmo di una poesia, di una poesia di Prevert, ho pensato leggendo le prime pagine, forse suggestionata dal fatto che sapevo che l'autore l'ha scritto in francese, o forse per l'uso di periodi brevi e concisi, ma vi avverto non è una poesia romantica e gentile, bensì cruda e dura, all'inizio c'è questa donna che veglia il corpo del marito, che non reagisce a nessun suono o stimolo, gli parla, lo lava, prega per lui ma giorno dopo giorno esce fuori il risentimento e forse anche l'odio, non c'è proprio spazio per la compassione, non è facile essere uomini in Afghanistan, dice la protagonista del libro, ma è ancora più difficile essere donne.

martedì, marzo 02, 2010

campagna elettorale


la mia amica laura si candida come potete vedere, voi che, si spera, avete ancora la vista lunga e che votate nella sua regione potreste eleggerla, io la voterei senza starci a pensare su nemmeno un minuto, ma sono di parte perchè sono sua amica, però per conoscerla meglio potete leggerla qui, e sul suo blog ma anche su quest'altro ultimo nato: orba moderna, un magazine al quale saltuariamente mi onoro di collaborare anche io.

a me Laura piace perchè non si nasconde dietro la sua acquisità infermità, per esempio non devo stare attenta a come parlo, non si sente ferita se le dico ci vediamo, o uso parole non politicamente corrette, non ho paura di chiederle come mi devo comportare non avendo mai avuto modo di interagire con una persona non vedente, ecco per farvi capire potrei dire cieca invece di non vedente e lei non la prenderebbe come un'offesa da lavare con il sangue!!

forza Laura sono sicura che ce la farai, nonostante tu sia onesta, intelligente e combattiva!!!

lunedì, marzo 01, 2010

ogni giorno ha la sua piccola storia d'amore


Lui non conosceva altro luogo

dove recarsi per prendere il caffé

io ci capitai per caso inciampando

in uno sbadiglio e un’insegna luminosa.

Lui aveva già finito di bere

io allungai la mano verso lo zucchero

gli sfiorai la giacca, chiesi scusa.

E poi nient’altro:

ogni giorno ha la sua piccola storia d’amore.


Annalena Aranguren