venerdì, febbraio 26, 2010
giovedì, febbraio 25, 2010
è bello
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zefirina
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9:32 AM
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Etichette: i figli so piezze e core, la famigghia
martedì, febbraio 23, 2010
dicono di noi

dicono che siamo un po' svagati e sognatori ma forse perchè non capiamo certi limiti e siamo portati a sconfinare per via della nostra innata curiosità
dicono che siamo sensibili ed emotivi ma forse perchè viviamo certi sentimenti senza risparmiarci e non sempre capiamo che non per tutti può essere così
dicono che siamo lunatici ma è la luna che governa le maree e noi certamente subiamo il fascino del pallido astro della notte
dicono che siamo romantici ma l'amore spesso ci stordisce, ci fa barcollare, qualche volta ci mette al tappeto
dicono che siamo buoni amici forse perchè sappiamo ascoltare e quando raccontiamo di noi regaliamo emozioni
dicono che siamo tolleranti, peace and love è il nostro motto, perchè sappiamo perdonarci molto e vorremmo che anche gli altri lo facessero con noi
vi chiediamo solo di poter, ogni tanto, fuggire nel nostro mondo, dove possiamo giocare con la fantasia, con la testa fra le nuvole o immersi nel profondo dell'oceano, dove il frastuono arriva attutito, siamo mutevoli, adattabili, non forzate la nostra natura rischiereste di perderci, di intristirci, amare ed essere amati è la cosa che ci rende più felici anche quelli di noi che sembrano stare in disparte, che hanno deciso di mandare il cuore a riposo dopo qualche sofferenza di troppo.
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zefirina
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9:37 AM
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Etichette: donne in cerca di guai, nati sotto il segno dei pesci, non è vero ma ci credo
sabato, febbraio 20, 2010
il pericolo è il mio mestiere
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zefirina
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11:40 PM
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Etichette: donne in cerca di guai, uomini e donne
venerdì, febbraio 19, 2010
nickname
Ma questa storia di usare un alias o un soprannome a pensarci bene è antica quanto il mondo, molti nomi propri hanno etimi significativi, in molte popolazioni dare un nome ad un nascituro è legato a tradizioni secolari e l'attribuzione di un nome piuttosto che un altro può addirittura influenzare il tuo percorso di vita.
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zefirina
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10:14 AM
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mercoledì, febbraio 17, 2010
regolatevi
lo so sono le ceneri, entriamo nella quaresima non dovrei essere così irriverente dato che mi professo cattolica ma.... non posso resistere:
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zefirina
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9:39 AM
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Etichette: credenti e peccatori, encicliche papali, preghiera
martedì, febbraio 16, 2010
dormi e sei nudo
lo so ma non ti vedo
ascolto il tuo respiro
oltre il tappeto africano
appeso al muro.
Il corpo tuo ho voglia di vedere
ogni piega di pelle smossa dal sonno
tu che per tutti indossi un velo
con il cuore svestito nel sognare.
Annalena Aranguren
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11:12 AM
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Etichette: donne contemporanee, donne e uomini, poesia sembra che non ci sia
lunedì, febbraio 15, 2010
avatar
la controrecensione o meglio la recinzione di Johnny Palomba
avataro
“PE’ FA’ ERMONNO MENO AMARO SO’ DIVENTATO NAVATARO”
chenfatti cestà umpischello pigro che nuievà decamminà che sta drento anastronave de coatti che vonno piià a pizze ermonno misterioso e teribbile dellavatari che sò delle creature morto stranissime metà omini e metà ballerini cor tutù chenfatti allora sto pischello semette addormì eddiventa navataro e semischia collantri avatari e sengrifa denavatara eallora però poi i coatti sdrumano larbero indoviveveno lavatari eallora erpischello combatte inzieme allavatari ma i coatti stanno avvince mappoi ariveno i piccioni incazzosi e umpo’ sdrumeno i coatti mapperò erpiù coatto de tutti se sarva e popo che allurtimo cestà uncombattimento tremenno e ercoatto ie dice arpischello ma che cazzo stai affà? Ma seconno te è meiio nesistenza da coatto o da ballerino cor tutù? Eallora lavataro luccide e ie dice a pezzo de fango tu dici così solo perché nummai mai visto ballà.
micuggino cià provato unzacco devorte addiventà avataro. ma è un coatto dentro.
setteggennarodumileddieci
(Mar del Plata, Argentina, Cinemacenter Cines del Paseo, sala 2 20.45 laterale)
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zefirina
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1:43 PM
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Etichette: avatar, l'altro cinema, le recinzioni di Johnny Palomba
domenica, febbraio 14, 2010
Non cercare mai di dire il tuo amore
Neverseek to tell thy love
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.
I told my love, I told my love,
I told her all my heart;
Trembling, cold, in ghastly fears -
Ah, she doth depart.
Soon as she was gone from me
A traveller came by;
Silently, invisibly -
O, was no deny.
(he took her with a sigh)
ho trovato due differenti versioni in cui cambia l'ultimo verso
Non cercare mai di dire il tuo amore,
Amore che non può mai essere detto;
come il vento dolce si muove
silenzioso, invisibile.
Dissi il mio amore, dissi il mio amore,
le ho svelato tutto il mio cuore;
tremando di freddo, pieno d'orrore e paura-
ah, lei se ne andò.
Appena mi lasciò
un viandante passò,
silenzioso, invisibile-
oh, non ci fu rifiuto.
(la prese con un sospiro)
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9:31 AM
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Etichette: poesia sembra che non ci sia, san valentino
venerdì, febbraio 12, 2010
prove di nevicata
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3:07 PM
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Etichette: eventi eccezionali, neve, roma mon amour
giovedì, febbraio 11, 2010
discorsi di strada
stamattina venendo a piedi in ufficio mi è capitato di ascoltare questo dialogo fra due 40enni che camminavano dietro di me:primo uomo: tu devi capire che la fedeltà non è un valore
secondo uomo: vallo a dire a lei
primo uomo: tu falle l'esempio di Mastroianni, ha avuto tante donne ma è rimasto sposato sempre alla stessa!!!
ah gli uomini..... sanno sempre come pararsi il fondoschiena!!!!! in effetti perchè mai una dovrebbe pretendere che un uomo le sia fedele??? le basta avere un marito per sempre
o no?????
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zefirina
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10:11 AM
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Etichette: non ci sono più gli uomini di una volta, tradimenti, uomini e donne
martedì, febbraio 09, 2010
le città dei matti
Mi è passato anche per la testa l'agghiacciante pensiero che in quei tempi bastava poco per finire in quei posti, mi sono tornati in mente altri film: la fossa dei serpenti, ragazze interrotte, qualcuno volo su nido del cuculo, fino al recente si può fare.
Ancora oggi c'è chi dice che chiudere i manicomi è stato uno sbaglio, che molte famiglie hanno faticato a contenere i familiari con forti disagi psichici, a mio modesto parere la legge è giusta ma come spesso accade non è stata applicata nei modi adeguati.
Un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa’. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata (...) Noi siamo qui per dimenticare di essere psichiatri e per ricordare di essere persone"
Dal momento in cui oltrepassa il muro dell’internamento, il malato entra in una nuova dimensione di vuoto emozionale (... ) viene immesso, cioè, in uno spazio che, originariamente nato per renderlo inoffensivo ed insieme curarlo, appare in pratica come un luogo paradossalmente costruito per il completo annientamento della sua individualità, come luogo della sua totale oggettivazione. Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell’individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto dalla malattia e dal rimo dell’internamento.
L’assenza di ogni progetto, la perdita di un futuro, l’essere costantemente in balia degli altri senza la minima spinta personale, l’aver scandita ed organizzata la propria giornata su una dimensione dettata solo da esigenze organizzative che – proprio in quanto tali – non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno: questo è lo schema istituzionalizzante su cui si articola la vita dell’asilo. La nuova recluta, al momento del suo ingresso nel complesso sistema del ricovero, deve lasciarsi alle spalle ogni legame che non può più mantenere, ogni progetto che non può più attuare, la vita che non può vivere perché l’ospedale stesso gli impedisce di continuare a porsi in situazione, di proiettarsi nel futuro, inibendogli la “conquista” della propria soggettività. Il malato mentale, chiuso nello spazio angusto della sua individualità perduta, oppresso dai limiti impostigli dalla malattia, è spinto dal potere istituzionalizzante del ricovero ad oggettivarsi nelle regole stesse che lo determinano, in un processo di rimpicciolimento e di restringimento di sé che – originariamente sovrapposto alla malattia - non è sempre reversibile.
Franco Basaglia
Direttore Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia
1964
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10:24 AM
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Etichette: basaglia, da vicino nessuno è normale, fiction, se non so' matti non ce li volemo
domenica, febbraio 07, 2010
luoghi
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zefirina
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8:29 PM
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Etichette: essere o non essere, nessun luogo è lontano, pensieri sparsi
mercoledì, febbraio 03, 2010
accade un giorno
se volete saperne di più potete visitare questo sito
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zefirina
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9:13 AM
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Etichette: greensboro, per non dimenticare, resistenza passiva
lunedì, febbraio 01, 2010
imprudenze
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zefirina
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7:53 PM
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Etichette: altan, così è la vita, essere donna oggi
date palidrome
01/02/2010
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zefirina
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Etichette: curiosità, palindromi























