cose che ho scoperto su Jane Austen
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Quindi ho impunemente saccheggiato il sito dei libri in testa per copiare e trascrivere qui alcuni brani tratti dalle sue lettere e dagli Juvenilia, tre manoscritti che lei ha scritto tra i 12 e i 17 anni.
Mrs Hall, di Sherborne, ha partorito un bimbo morto, ieri, alcune settimane prima del termine, a causa di uno spavento. Immagino che, involontariamente, le sia caduto lo sguardo sul marito.
(L10 - Cassandra Austen - 27 ott. 1798, trad. Linda Gaia)
abbiamo incontrato un Signore in Calesse, che a un minuzioso esame è risultato essere il Dr. Hall - e un Dr. Hall in lutto così stretto che sua Madre, sua Moglie, o lui stesso devono essere morti.
(L19 - CassandraAusten - 17 mag. 1799, trad. Giuseppe Ierolli)
i ritratti della perfezione come sai mi danno la nausea e mi rendono perfida
(L155 - Fanny Austen - 23 mar. 1817, trad. Giuseppe Ierolli)
sono stata gentile con loro quanto me lo ha concesso il loro alito pesante.
(L27 - Cassandra Austen - 20 nov. 1800, trad. Giuseppe Ierolli)
da juvenilia
Enrico V
Questo Principe dopo la successione al trono mise la testa a posto e divenne perfettamente Amabile, abbandonò le cattive Compagnie, e non diede più fastidio a Sir William. Durante il suo regno, Lord Cobham fu bruciato vivo, ma mi sono scordata perché. Sua Maestà poi rivolse i suoi pensieri alla Francia, dove andò e combatté la famosa Battaglia di Agincourt. In seguito sposò la figlia del Re, Caterina, una Donna molto simpatica a quanto dice Shakespeare. Nonostante tutto ciò, tuttavia, morì, e gli succedette il figlio Henry.
































Può il potere della parola - scritta, parlata, ascoltata, omessa - cambiare il modo in cui uomini e donne entrano in relazione tra di loro? Si possono superare gli stereotipi e gli insegnamenti appresi e incorporati, su come è una donna, come è un uomo e come uomo e donna possono vivere insieme? Si può immaginare una relazione tra uomo e donna che accetti il conflitto, il fraintendimento, la reciproca vulnerabilità, senza che tutto ciò comporti violenza, incomunicabilità e rinuncia?
Il testo, frutto del lavoro comune di donne e uomini del gruppo Sui Generi, esplora questi interrogativi attraverso scritture, narrazioni di sé e riflessioni. Parole che sono la trama sulla quale essi hanno costruito i loro incontri e che dovrebbero entrare nel progetto (ideale?) di un nuovo linguaggio delle relazioni tra donne e uomini, nuove pratiche, esperienze, vissuti e politiche. Anche se i diversi contributi sono opera di singoli e singole, pensiamo che siano l'esito di un impegno collettivo, emotivo, intellettuale e fisico insieme. Questo libro rappresenta anche un esperimento: verificare quanto può essere tradotto all'esterno di quel territorio, di quel luogo fisico e simbolico che è stato in questi anni un riferimento, Anghiari ed in particolare il Castello dei Sorci e la Libera Università dell'Autobiografia che fin dall'inizio ospita il gruppo.
non è facile commentare questo libro, me l'ha regalato uno dei miei fratelli che ne è anche il curatore, sa che mi affascina tutto quello che parla e racconta di linguaggio, di relazioni personali, e del modo di viverle e gestirle, perchè per me è vero che le parole sono importanti, come diceva in un suo film Nanni Moretti. Confesso che la lettura non è stata scorrevole, a volte il linguaggio usato poteva apparire criptico, quasi un linguaggio segreto fra adpeti, di certo chi è digiuno di cammini simili, di letture adiacenti e forse anche di percorsi psicologici , troverà difficoltà nel leggere questi racconti, ma se non si arrenderà ci troverà tanti spunti per riconsiderare l'uso del linguaggio nelle relazioni.